SABATO 17-4-2021 SU LA GAZZETTA DELL’ADDA

Pagina di Capriate San Gervasio
Settimana di Sabato 17-4-2021:

PARROCCHIA. Installata una recinzione per proteggere La piccola chiesa, la più antica sul territorio
San Siro «vietata» ai vandali
Realizzata sul tetto anche la linea di sicurezza in vista dei prossimi lavori di manutenzione
CAPRIATE SAN GERVASIO (glz). Una nuova recinzione e una linea di sicurezza sul tetto dello storico edificio. La chiesetta di San Siro, vera perla architettonica e storica di San Gervasio, è stata messa in sicurezza dopo che recentemente era diventato anche un punto di bivacco con sporcizia abbandonata e scritte comparse sulle pareti in pietra della struttura, la più antica facente parte della Parrocchia di San Gervasio. «Prima dello scoppio della pandemia era aperta soprattutto nel periodo estivo con la celebrazione serale della messa in un giorno della settimana – ha affermato don Ezio Rovelli, parroco di San Gervasio….

LA SENTENZA. Il 50enne Angelo Carillo di Novate Milanese è stato condannato con il rito abbreviato
Investì e uccise il 54enne Filippo Giordano: condannato a sei anni, aveva droga nel sangue
CAPRIATE SAN GERVASIO glz). Era il 13 ottobre quando lungo l’autostrada A4 Angelo Carillo, 50enne di Novate milanese investì e uccise Filippo Giordano, 54 anni residente a Capriate che era in sella alla sua moto. Con il rito abbreviato l’uomo alla guida dell’auto, nel cui sangue sono state trovate tracce di sostanze stupefacente, è stato condannato a sei anni di carcere. Erano le 7 quando Filippo si stava recando, come ogni giorno…

DRAMMA. Lunedì sul viadotto che collega Trezzo a Capriate un ragazzo, armato di coltelli, aveva deciso di farla finita
Vuole buttarsi dal ponte, lo salvano i Carabinieri
L’area è rimasta chiuso per tre ore per condurre una mediazione che ha permesso ai militari di avvicinarsi e di acchiapparlo all’ultimo
CAPRIATE SAN GERVASIO (lzm). Si è messo a cavalcioni sulla balaustra e imbracciando due coltelli da cucina per ore ha tenuto lontano chiunque cercava di avvicinarsi. Da un lato c’era il ponte e dall’altra il vuoto, in qualsiasi istante avrebbe potuto consumarsi la tragedia e invece, grazie a una lunga e difficile mediazione i Carabinieri sono riusciti dapprima a calmarlo e poi ad avvicinarsi quel tanto che….

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I RISCHI O SI VALUTANO O SI IGNORANO

Corriere on line del 16-4-2021
Prendendomi un po’ in giro da solo (prima che lo facciano gli altri, e quindi anticipandoli) mi “vanto” di essere un “tuttofilo” e “nientologo” (mi interesso di tutto, ma non so niente, e so di non sapere niente).
Ma se si parla di RISCHI, abbiate pazienza… quello modestamente sarebbe proprio il mio mestiere, da almeno un decennio o poco più.

Si legge fra le notizie di questo fine settimana (metà aprile 2021) la dichiarazione di Mario Draghi a margine delle decisioni governative sull’imminente calendario di “aperture” post lock-down.
Si parla di aperture di ristoranti, luoghi pubblici e tante attività commerciali, culturali, ludiche e sportive in cui i cittadini potranno tornare ad avere una vita sociale, e qualcuno tornerà a lavorare.
Bello! Speriamo! Finalmente! Evviva!
Quello che mi lascia perplesso è la dichiarazione: “Abbiamo preso un rischio RAGIONATO”.
Eh?
Che vuol dire?
I rischi si “valutano”, cioè si soppesano adottando alcuni metodi condivisi (o linee guida) di misurazione e di confronto con parametri di riferimento.
Oppure si “ignorano”, cioè si fa alla cavolo, come viene viene, facendo finta che non esista rischio.
Nelle valutazioni dei rischi si calcola il prodotto delle probabilità per i danni.
Questo venerdì 16-4-2021 il Governo Draghi ha posato una pietra miliare nel campo della professione della Valutazione dei Rischi: la “ragionata” dei rischi.
Beh, credo che non ci sia niente di nuovo sostanzialmente, ma sia solo stato introdotto un nuovo nome per definire quella “valutazione dei rischi” integrata con un criterio importante e determinante finale. Quel criterio per il quale alla fine chi deve decidere, dice a se stesso e ai suoi collaboratori: “Si, abbiamo capito, è presente un rischio, ma ci siamo rotti le palle… Se stiamo qui a valutare, a mitigare, a contenere, a ridurre e confinare il rischio, qualcuno si rompe i coglioni e non ce la facciamo a reggere. Quindi, Ok, rischio!”.
Di fatto le aperture (nonostante siamo ancora in piena pandemia, assolutamente ancora NON sotto controllo) si faranno perchè una parte politica sta pressando affinché si riaprano il maggior numero di attività commerciali artigianali e imprenditoriali possibile, sperando di rappresentare le parti interessate e di lucrare consensi.

E va bene, ci sta. E’ cosa legittima, e noi siamo uomini di mondo, sappiamo come gira il mondo.
E’ stato introdotto, cioè, il criterio di valutazione “politico”, che è un criterio basato su grandezze poco scientifiche ma molto speculative come ad esempio le opinioni, i consensi, le convenienze, le emozioni, le sensazioni, le percezioni. Raramente (e solo in circostanze virtuose di Buona Politica) si considerano anche equità, giustizia, diritti, sicurezza, salute, massimo rendimento in termini di crescita economica del Paese.

Ma questo nuovo verbo (o aggettivo), …il rischio “ragionato”, mi ha suscitato un sorriso di divertimento e ilarità.
La fantasia italiana non ha limiti, e ci spinge sempre a gettare il cuore oltre l’ostacolo, osando e “rischiando” con ingegno e creatività (anche linguistica), producendo neologismi ed espedienti che il resto del mondo nemmeno saprebbe concepire.

LE 5 DIMENSIONI DELL’ININFLUENZA

Quando ero un bambino di 7 anni e dormivo nel mio piccolo letto in una stanza condivisa con la nonna Pasqualina, durante la notte mi divertivo a fare congetture scientifiche.
La stanza, al primo piano, era arredata con mobili antichi (era la camera da letto della nonna), con una grande cassettiera in legno di noce, un armadio alto, il letto matrimoniale in cui dormiva la nonna, da sola (vedova da moltissimi anni), il mio letto vicino alla parete interna, i comodini (nei quali c’era anche il “vasino” per fare la pipì di notte), e una finestra affacciata sulla Via Bergamo. Di tanto in tanto, nel cuore della notte, sentivo il rumore di una automobile che transitava per la via.
La mia congettura era questa:
“Se stanotte durante il transito di un’automobile in Via Bergamo io muovo leggermente un alluce, l’automobilista può accorgersi del mio gesto? Quante e quali motivazioni oggettive ci sono che impediscono all’automobilista di interagire con me in questo esperimento?”.
La mia lunga esperienza degli anni nelle cui notti ho dormito in quella camera mi aveva fornito un elevato numero di casi sperimentali, che mi fornivano un’ampia base di dati statistici: mai era accaduto che un automobilista si fermasse ed entrasse in camera nostra per dirmi “Oh, perché hai mosso il tuo alluce mentre passavo?”.
La natura dell’esperimento era molto semplice: un messaggio non ottiene risposta se, partendo dal mittente, non arriva al destinatario, non c’è un codice condiviso (o linguaggio) e non è presente un adeguato mezzo di trasmissione. Lo spiegano a scuola in varie discipline tecniche e umanistiche.
Ma non era il risultato a interessarmi. Mi interessava organizzare una raccolta razionale e ordinata del motivi del suo sistematico fallimento.

L’esito della sperimentazione aveva prodotto un risultato statistico con zero casi di automobilisti consapevoli ed emotivamente coinvolti o in qualche modo indotti a interagire con il mio esperimento.
Mi esercitavo dunque a elencare i MOTIVI che determinavano questa certezza e ripetibilità di risultati sperimentali. Questi motivi li elencavo chiamandoli ciascuno con un nome significativo. Li elenco, affiancando una breve spiegazione vicino a ciascun motivo:

– DISINTERESSE. All’automobilista che passa non interessa minimamente questo esperimento, lui ha altri pensieri per la testa, non sa nemmeno che esisto e anche se lo sapesse non è interessato a interagire con me.
– NASCONDIGLIO. L’evento che dovrebbe suscitare l’interesse e la reazione dell’automobilista è nascosto alla sua visuale, infatti io sono all’interno della casa, dalla strada non si vede l’interno della mia stanza e non si vede il mio letto, ed inoltre io sono ben nascosto sotto le coperte.
– PICCOLEZZA. L’evento oggetto di questo esperimento è molto piccolo: il mio alluce non è grosso, e il movimento che faccio è di pochi centimetri. Anche se non fosse nascosto nel suo nascondiglio, l’automobilista che passa non lo noterebbe.
– BUIO. La luce è spenta, siamo nel cuore della notte e il buio regna sovrano, pertanto il movimento del mio alluce, anche in assenza degli altri MOTIVI, non sarebbe visibile.
– VELOCITA’. Anche in assenza delle altre motivazioni, la velocità del veicolo in transito rende difficile e improbabile l’eventualità che l’automobilista abbia il tempo e la condizione di sicurezza necessaria per accorgersi del mio alluce che si muove. Pertanto l’automobilista non è interessato, coinvolto o influenzato dal movimento del mio alluce.

L’esercitazione mentale in cui mi cimentavo era il ricordare a memoria le “motivazioni” che rendevano il mio segreto esperimento quasi prevedibile nel suo risultato (cioè nessuna interazione fra il mio segnale e una risposta dell’automobilista di passaggio), e ripetibile con l’esito sempre uguale, cioè zero automobilisti intercettati.
Qualche volta mi dimenticavo una “motivazione”, qualche volta ne elencavo qualcuna di più, per esempio aggiungevo la motivazione “segretezza” (l’automobilista non è stato preventivamente informato del mio esperimento), ma è assimilabile al “disinteresse”.
Qualche volta aggiungevo “lontananza”, ma sostanzialmente è assimilabile a “piccolezza”, in quanto è il rapporto fra dimensione e distanza -e non la piccolezza assoluta- a rendere il fenomeno percepibile come piccolo per l’ignaro (non)osservatore.
Ci sarebbe da aggiungere un’altra parola chiave che descrive questo esperimento: “inutilità”, ma la vedo diversa dalle altre, perché una inutilità non rende un esperimento attuabile o inattuabile, ma semplicemente lo rende improduttivo ai fini del progresso scientifico tecnologico e sociale.
Ero consapevole dell’inutilità del mio esperimento scientifico, ma convinto che comunque valesse sempre la pena indagare, anche nel campo del già presunto e del già previsto, perché con la scienza non si sa mai, si può sempre scoprire qualcosa di nuovo quando meno te lo aspetti.
E tu, automobilista che nella notte del 6 marzo 1977 passavi per la via Bergamo alle 23,45 sfrecciando veloce, se hai un computer o un telefono connesso ad internet e stai leggendo questo blog, ora lo sai, ora sai che io ti stavo lanciando un segnale, e forse oggi (solo oggi) lo hai ricevuto. Ma probabilmente hai un congruo numero di motivi per ignorare tutto questo, dato che questo esperimento è completamente ininfluente per la tua e la mia vita passata, presente e futura.

TUTTI COLPEVOLI, NESSUN COLPEVOLE

Corriere della sera, 11-4-2021
Non abbiamo dubbi: tenere sotto sequestro un gruppo di naufraghi raccolti fra le onde del mare e negare loro sbarco immediato nel porto più vicino è un crimine contro l’umanità, un odioso crimine consumato con estremo cinismo, crudeltà e cattiveria.
L’unico inghippo che impedisce (anzi: sconsiglia) una condanna esemplare all’autore di questo crimine è il fatto che (e qui Salvini ha ragione!) l’idea di tenere sotto sequestro i naufraghi era condivisa dall’intero Governo.
Ma non solo il Governo “Conte 1”. Anche i governi precedenti, ed anche i governi successivi.
Abbiamo appena applaudito la Libia, che blocca i migranti e li imprigiona in disumani campi di concentramento, infliggendo loro torture disumane. Abbiamo da pochi mesi salutato con unanime consenso l’insediamento del governo Draghi, il quale con la ministra Lamorgese fa le stesse cose che faceva il ministro Salvini, con l’accortezza di non sbandierare queste pratiche come cose da pubblicizzare e di cui andare fieri.
Ecco, l’unica differenza tra il Ministro dell’Interno Salvini e gli altri Ministri dell’Interno (Lamorgese, Minniti, ecc.) è che Salvini si mostrava orgoglioso del suo crimine, mentre gli altri lo fanno in sordina, sotto voce, senza pubblicizzare, senza pubblicare dichiarazioni, senza dire che lo si fa per “difendere eroicamente i sacri confini della patria da una ostile invasione”.
Evidentemente le procure siciliane si sono accorte che …si, ha ragione Salvini quando dice che “tutto il Governo era informato e d’accordo”, quindi dire che tutto il governo si è reso attore di un crimine pareva troppo, e quindi alla fine la stessa pubblica accusa si tira indietro.
Quindi, che dire? Va bene così, forse è meglio così, che nessuno dica che sia criminoso questo modo di fare. Altrimenti davvero ne sarebbero successe delle belle, dai risvolti e dalle conseguenze poco prevedibili.
Non è solo Salvini colpevole di trattamento disumano e sequestro di persona. Lo è l’intero Governo, anzi, tutti i Governi. Quindi, tutti colpevoli, quindi nessun colpevole.

SABATO 10-4-2021 SU LA GAZZETTA DELL’ADDA

Pagina di Capriate San Gervasio
Settimana di Sabato 10-4-2021:

Una rotonda regolerà l’intersezione fra la Sp 184, via XXV aprile e via Crespi e sostituirà il semaforo
Basta code e sosta “selvaggia” nella provinciale
Prevista anche la riqualificazione per i marciapiedi e gli attraversamenti pedonali oltre al parcheggio a pochi passi dall’incrocio
CAPRIATE SAN GERVASIO (glz). Una nuova rotonda all’incrocio fra via Vittorio Veneto Sp184, via XXV Aprile e via Crespi. Adottata la variante al piano regolatore che consentirà verosimilmente nel 2022 di realizzare un intervento in grado di eliminare il semaforo e sistemare l’area pedonale e i parcheggi. Arriverà una nuova rotonda nel punto dove oggi si trova un semaforo che spesso nelle ore di punta diventa un luogo di code per pendolari e cittadini. L’obiettivo è eliminarlo oltre a regolamentare l’attraversamento pedonale e il parcheggio presente. «Dopo la fase di approvazione della variante ora ci sono 90 giorni per la…

Il Tar sentenzia su vecchie questioni legali legate all’illuminazione votiva del camposanto
Conto salato per i lumini del cimitero
CAPRIATE SAN GERVASIO (glz). Il Tribunale amministrativo di Brescia ha condannato il Comune al pagamento di 7.692 euro in favore dell’azienda Epis Felice Srl. Durante l’ultimo Consiglio comunale l’Amministrazione aveva messo il pagamento del debito fuori bilancio all’ordine del giorno per saldare quanto dovuto e rispondere alla sentenza del Tar che ha condannato al pagamento il Comune per un fatto avvenuto…

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LA UE E QUEI “DITTATORI DI CUI ABBIAMO BISOGNO”

Draghi ha detto Erdogan dittatore, Corriere della Sera, 9-4-2021
Nel mondo selvaggio di oggi l’Unione Europea è una piccola isola quasi felice di Democrazia e benessere. (Ho detto “quasi”, tutto è migliorabile, e abbiamo tanto da migliorare).
Tutto attorno all’Europa è un abisso di dittature, luoghi inospitali e pericolosi, terre di nessuno, paesi controllati da sultani e da dittature tribali, paesi devastati da guerre civili, paesi in cui alcuni dittatori omofobi, sovranisti e xenofobi opprimono e discriminano, assecondando il fanatismo culturale, politico o religioso delle fronde che li sostengono.

Lo sanno bene i politici nostrani e le principali cancellerie occidentali (su entrambe le sponde dell’Atlantico), ma sanno anche bene che le circostanze e le necessità ci costringono a mordere la lingua, a moderare gli impulsivi slanci di purezza e i desideri di giustizia universale globale.

C’erano una volta gli “esportatori di democrazia”, spesso falsi governi guerrafondai che amavano mascherare di altruismo una invasione militare “boots on the ground” finalizzata a qualche controllo economico nella zona presa di mira.
Ultimamente le “esportazioni di democrazia” vanno un po’ meno di moda, ed anzi, se qualche presidente o capo di governo occidentale si lascia sfuggire qualche dichiarazione in una intervista (“Tizio è un dittatore”), le sue parole pesano come pesavano vent’anni fa le “bombe intelligenti” su case e civili.
E pesano anche le parole di lusinghe (“Caio sta portando il Rinascimento”) se ritenute inopportune.

Risale a poche settimane fa (marzo 2021) la dichiarazione di Joe Biden (presidente USA) in cui esternava che Putin è un dittatore assassino, e la questione non era passata inosservata (gaffe o episodio appositamente costruito?).
Qualche giorno fa il mondo politico di centrosinistra e delle associazioni di volontariato era insorto contro la finta ingenuità di Mario Draghi che -loro dicono- ha fatto finta di non sapere come vengono trattati i migranti in Libia (imprigionati, torturati, umiliati, in veri e propri campi di concentramento, “lager”).
la sedia mancante da Erdogan
Questo mercoledì 7-4-2021 il mondo si è indignato per lo sgradevole episodio della sedia che Erdogan ha negato alla presidente UE, Ursula Von Der Leyen (donna), costretta ad accomodarsi su un divano laterale, più distante dal centro della sala dove erano disposti gli altri due protagonisti dell’incontro (maschi).
Verrebbe voglia di alzare la voce e “mandare a quel paese” gli arroganti dittatori che impongono queste umiliazioni alle donne, ai più deboli, ai discriminati, agli emarginati, agli oppositori, agli avversari politici.
Ma non succede così.
Mario Draghi lo ha spiegato dicendo senza peli sulla lingua come stanno le cose, dandoci una lezione di pragmatismo.
Sul Corriere della Sera di venerdì 9-4-2021:
«Non condivido assolutamente Erdogan — ha detto Draghi durante una conferenza stampa —, credo che non sia stato un comportamento appropriato. Mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dovuto subire». E ha aggiunto: «Con questi dittatori, chiamiamoli per quello che sono, di cui però si ha bisogno, uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute e di visioni della società; e deve essere anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese. Bisogna trovare il giusto equilibrio».
La Turchia “ci serve” perché se ce la temiamo buona ci evita il potenziale tsunami di milioni di migranti desiderosi di entrare in Europa. (A prescindere da quali idee abbiamo sulle migrazioni e sul diritto naturale di migrare, per le preoccupate e pavide cancellerie europee di ogni colore politico la parola “migrazioni” è sinonimo di gravi grattacapi e di sicure perdite di consenso popolare, che preferiscono evitare).
Lo stesso dicasi per la Libia, che da anni sta facendo il “lavoro sporco” del contenimento di un flusso migratorio che -senza questo filtro- sarebbe certamente più abbondante. Lo fa umiliando i diritti umani, si sa. La Libia “ci serve” e ce la teniamo buona (con piogge di miliardi e tanta ossequiosa benevolenza) perché ci interessa che le stazioni petrolifere in Libia gestite dalle compagnie europee non vengano aggredite da interferenze locali e non venga disturbato il proficuo processo produttivo di estrazione, trasformazione e trasporto di materie prime.
La Russia sta giocando la “partita a risiko” dei vaccini, ovvero la partita della conquista di una egemonia culturale economica fondata sul rapporto di vassallaggio che si instaura quando uno Stato diventa dipendente dal vaccino russo prodotto e fornito ai suoi Paesi clienti.
Beh, “ci serve” anche il vaccino russo, lo ha detto senza pudore perfino Angela Merkel.


Un mondo controllato da paesi gendarmi che bombardavano gli “Stati canaglia” non ci piace, e probabilmente questo tipo di mondo è già stato archiviato dalla Storia e rinviato al giudizio dei posteri. Ma nemmeno questo mondo in cui i buoni e i cattivi devono convivere e coabitare facendo finta di nulla di fronte a gravi ingiustizie può piacerci pienamente.
La ricerca del giusto equilibrio è arte estremamente difficile. E’ la sfida della buona Politica in questo mondo globalizzato in cui tutti vedono tutti, e tutti possono essere giudicati, anche da lontano.

L’INIZIATIVA “IO-APRO” E’ CRIMINALE

Corriere 7-4-2021, cresce la tensione nelle piazze
Sui quotidiani di mercoledì 7-4-2021 sono pubblicati ampi resoconti delle manifestazioni di piazza che si sono scatenate a Roma e in altre città, durante le quali si è vista tanta becera violenza.
Lo scopo delle adunate di piazza era quello di manifestare il disagio dei commercianti e artigiani che sono rimasti per lungo tempo chiusi e che si ritengono insoddisfatti dei Ristori e dei Sostegni ricevuti.
Corriere 7-4-2021, rischi escalation
Infiltrati fra i manifestanti c’erano però anche gruppi eversivi di estrema destra pericolosi e violenti, i quali hanno istigato e continuano a istigare gli animi più esasperati proponendo ribellioni illegali e dannose.
Fra questi ci sono gli inventori dell’iniziativa “io Apro”, i quali suggeriscono ai titolari di attività commerciali o artigianali di aprire i loro locali aperti al pubblico anche se gli attuali Decreti o DPCM lo stanno vietando.
Queste “aperture” illegali sono pericolose. Possono creare occasioni di inneschi di focolai di contagio, e mettono in serio pericolo la Salute pubblica.
Sono assolutamente da evitare.
Fin da subito ho invitato tutti a non aderire a questa iniziativa criminale, pericolosa, illegale, inopportuna.
L’ho scritto martedì 6 aprile in un post di Facebook:

Fra i commenti ricevuti (in prevalenza d’accordo con il mio invito a non cedere all’illegalità) ci sono anche quelli (in dissenso da me) che non gradiscono la definizione di “criminali”.
Ma purtroppo di veri criminali si tratta.
Sono criminali che vorrebbero indurre in tentazione i commercianti più esasperati. Chi si lascia affascinare da questa tentazione mette in serio pericolo la Salute del paese, oltre a fare concorrenza sleale ai commercianti onesti che non trasgrediscono alla legge.
la Repubblica 7-4-2021, lo sciamano
La cosa più preoccupante è che chi vuole aderire a “ioApro” è veramente convinto di non commettere una azione pericolosa per la Salute, e questa sua inconsapevolezza (o autoconvinzione) è molto più pericolosa della violenta aggressività dei delinquenti veri (i professionisti della delinquenza).
I delinquenti “veri” sono consapevoli di essere nell’illegalità, e fanno di tutto per mascherare o nascondere il loro status di illegalità.
Gli esasperati di “ioApro”, invece, reclamano come un Diritto il loro desiderio di trasgredire la legge.
Aprire un locale quando non si può equivale a delinquere (per il pericolo che questa azione produce), eppure loro sono convinti che no, che non è pericoloso, che mettere in pericolo gli altri è un loro diritto.
la Repubblica 7-4-2021, estrema destra
Se non si stronca subito fermamente questo fenomeno sul nascere, ne ricaveremo seri problemi: saranno problemi sanitari e anche sociali, contemporaneamente.
Un fermo e deciso NO a “io Apro” è un dovere per tutti, se ci teniamo al bene del Paese e alla sua sicurezza.

CAPRIATE AVRA’ UNA ROTONDA AL POSTO DELL’INCROCIO

La rotonda al posto del semaforo di Capriate
Nel centro di Capriate, dove attualmente si incrociano la Via Vittorio Veneto con la Via XXV Aprile e la Via Crespi, ci sarà una rotonda al posto dell’attuale incrocio con semaforo.
Nel marzo 2021 una pagina web del Comune di Capriate San Gervasio (BG) è stata aggiornata con gli ultimi documenti fra i quali gli avvisi, le Delibere che hanno stabilito questa decisione, le Relazioni, le indagini preliminari, gli Allegati, le Convenzioni con alcuni Proprietari della zona coinvolta e le Tavole con le planimetrie.
Avviso del 24-3-2021Un avviso del Comune di Capriate San Gervasio (pubblicato il 24-3-2021) ci ricorda che i documenti sono pubblicati in internet e disponibili in Segreteria (fino al 23 aprile 2021), e che entro pochi giorni dovranno essere presentate eventuali Osservazioni.

Le osservazioni alla Variante adottata dovranno essere presentate nel periodo compreso fra il 24 aprile 2021 e il 24 maggio 2021.

L’idea di realizzare questa rotonda è nata molti anni fa, mentre nel corso dell’ultimo decennio si sono intrecciate tra il Comune, la Regione, le Provincie e altri soggetti privati alcune trattative per pianificare lo sviluppo del territorio: fra questi il parco tematico “Leolandia Minitalia” e il gruppo industriale Percassi, proprietario dell’ex cotonificio di Crespi.


Esaminata la viabilità di Capriate San Gervasio, Brembate, Filago, Trezzo e Crespi, si apprende che il traffico è aumentato moltissimo e continuerà ad aumentare, e pertanto si rende necessario rendere più “fluido” il flusso veicolare che interessa quell’incrocio di strade.
Di questa rotonda se n’era parlato anche in una seduta di Consiglio Comunale dello scorso 29-12-2020, seduta che si svolse “a porte chiuse” e durante la quale, non senza importanti contestazioni e distinguo, è stata approvata la Delibera n. 70 di C. C. 29-12-2020 (vedi il iconcina acrobatPDF).
Una parte delle premesse alla Delibera CC 70/2020 dice:

(..)
– a seguito dello sviluppo urbanistico che ha interessato, nell’ultimo ventennio, il territorio comunale di Capriate San Gervasio e più in generale l’area vasta dei comuni di Brembate, Filago, Bottanuco e Trezzo sull’Adda, si è assistito ad una crescita esponenziale del traffico veicolare. La domanda di mobilità nell’area è altresì attesa in ulteriore aumento, a seguito della prossima attuazione di nuovi interventi di sviluppo urbano derivanti da riqualificazione di aree dismesse, rigenerazione urbana e completamento;
– è quindi sorta la necessità, in capo agli enti istituzionalmente preposti al governo del territorio, di una attenta verifica della capacità di adeguamento del sistema infrastrutturale di interesse sovracomunale esistente in rapporto alla crescita di domanda di viabilità prevista dalle nuove trasformazioni attese;
– in data 22/03/2019 prot. n. 4662, nell’ambito dei processi di Valutazione Ambientale Strategica e di Valutazione di Impatto Ambientale, è stato depositato uno studio sul traffico e la mobilità a livello generale e sovralocale, finalizzato a verificare lo stato di saturazione delle arterie coinvolte dai traffici attuali e previsti a seguito di varie iniziative in procinto di essere attuate, quali l’ADP Crespi d’Adda e all’AdP di Minitalia;
– tale studio, attraverso l’analisi degli impatti cumulativi rilevati, ha indicato soluzioni efficaci alla soluzione della problematica della saturazione delle infrastrutture, oltre che verificarne l’attuabilità economica anche in rapporto alle risorse che potranno essere messe in campo dagli enti ed istituzioni pubbliche ovvero dagli operatori privati eventualmente coinvolti;
– il progetto di potenziamento infrastrutturale indicato dallo studio sul traffico e la mobilità, condiviso dagli enti istituzionalmente competenti all’AdP (Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comuni di Caprate San Gervasio e di Brembate), in risposta alle criticità rilevate ha previsto, tra l’altro, anche la necessità di realizzare una nuova rotatoria da porsi all’incrocio tra via Vittorio Veneto (Sp.184), via XXV Aprile e via Crespi, in sostituzione dell’attuale incrocio semaforizzato;
– tale studio è stato oggetto di valutazione anche da parte della Provincia di Bergamo e di Regione Lombardia ed ha avuto parere favorevole;
– il progetto “preliminare” della rotatoria ha avuto parere favorevole della Provincia di Bergamo del 25/11/2019, prot. comunale 22059 del 23/12/2019, con prescrizioni di contenuto tecnico-esecutivo;
(…)

L’argomento è abbastanza controverso: non per la scelta di fare o non fare la rotonda (perchè alla fine della lunga discussione del CC 29-12-2020 tutti i consiglieri comunali, anche la minoranza, hanno votato a favore), ma per il “modo” con cui si arriva a questa conclusione.
Stando a quanto è stato ufficialmente verbalizzato nella premessa della Delibera 70, le posizioni dei vari leader politici capriatesi sono così sintetizzate:

(…)
Sentito l’intervento del Vice-Sindaco Esposito che illustra i contenuti della proposta e le ragioni viabilistiche che motivano la realizzazione della rotatoria.
Nel corso del suo intervento il Vice-Sindaco spiega e illustra anche le correlazioni tra la realizzazione di questa rotatoria ed i contenuti di un Piano di recupero limitrofo. L’approvazione di questa proposta rappresenta un ottimo contemperamento tra interessi pubblici e privati.
(…)
Sentito l’intervento del Consigliere Arnoldi Carlo che contesta l’intervento del Vice-Sindaco Esposito in quanto non è stato richiamato il collegamento tra questa infrastruttura e l’ADP di Crespi negando anche che vi sia la necessità di tale infrastruttura a prescindere dalla realizzazione dell’ADP di Crespi. Peraltro evidenzia che prima ancora di iniziare i lavori sarà necessario procedere alla realizzazione di una nuova pensilina coperta per i ragazzi che prendono i mezzi per frequentare le scuole.
Ribadisce che il suo gruppo non è contrario alla realizzazione di questa rotatoria.

Sentita la replica del Vice-Sindaco che ribadisce come questa variante consentirà di sbloccare un Piano di recupero che altrimenti non si sarebbe mai realizzato e specifica che oggi è in discussione l’approvazione di una previsione urbanistica e non le modalità realizzative della specifica opera pubblica di cui pure essa è propedeutica

Sentito l’intervento del Consigliere Arnoldi Carlo che chiede di precisare e votare come mozione, fermo restando l’approvazione della variante, che il Consigliere Comunale si impegni a far si che la realizzazione denominata “rotatoria all’incrocio Via Vittorio Veneto (SP 184), Via XXV Aprile e Via Crespi, venga realizzata unicamente in stretta connessione alla realizzazione del C.d. Adp Crespi.

Sentito l’intervento del Vice-Sindaco che ribadisce che non è possibile vincolare l’adozione di una variante urbanistica ad un’altra variante urbanistica tra l’altro in corso e ribadisce che le modalità di realizzazione dell’opera non sono oggi in discussione.

Sentito l’intervento del Vice-Sindaco che conferma che le risorse per la realizzazione della rotatoria non potranno che essere quelle derivanti dall’Adp Crespi, salvo la capacità di intercettare ulteriori finanziamenti pubblici ribadendo, peraltro, che l’accordo di programma in questione sarà chiuso con un cronoprogramma che prevede la realizzazione della rotatoria.

Sentito l’intervento del Consigliere Arnoldi Carlo che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo pur chiedendo che la realizzazione dell’opera in essa prevista, sia indissolubilmente legata alla firma e alla realizzazione dell’Adp di Crespi.

A seguito del dibattito si definisce che la mozione verbalmente presentata viene ritirata e non viene sottoposta a votazione;
Con voto unanime legalmente espresso; si approva la proposta di delibera.
(…)

dalla Delibera di Consiglio Comunale 70 del 29-12-2020

Non è ancora chiaro chi pagherà queste opere, e sopratutto non è chiaro se il gruppo industriale Percassi, quando realizzerà le sue opere di recupero del vecchio cotonificio di Crespi, parteciperà o concorrerà in parte al finanziamento di questa opera stradale che risulterà probabilmente necessaria allo smaltimento del traffico che arriverà nel Villaggio industriale.
Sono dubbi legittimi, il cui chiarimento resterà in sospeso, si prevede, fino a quando non sarà deliberato qualcosa di più specifico in proposito, in fase esecutiva.


L’operazione di trasformazione del territorio, sotto forma di Variante al Piano delle Regole e Variante al Piano dei Servizi, coinvolge varie costruzioni esistenti attorno all’incrocio, fra le quali gli edifici dei Carminati, le pertinenze di contorno del Palazzetto dello Sport e altri edifici. La metratura di pertinenza che circonda il Palazzetto dello Sport sarà ridotta di alcuni metri.
La rotonda
Per comodità di consultazione, sono qui riportati i documenti (in PDF) pubblicati in attesa delle eventuali Osservazioni:

Avviso Adozione
iconcina acrobatAvviso var Rotatoria.pdf
Inserita il 23/03/2021
Modificata il 23/03/2021
(233.91 KB)

Del.CC Adozione varPGT_Rotatoria via Crespi
iconcina acrobatDel CC 70 2020 Adozione var PGT-Rotatoria via Crespi.pdf
Inserita il 28/01/2021
Modificata il 28/01/2021
(172.88 KB)

AVVISO ESCLUSIONE VAS
iconcina acrobatAVVISO no n_assoggetabilitaVAS.pdf
Inserita il 03/12/2020
Modificata il 03/12/2020
(0.79 MB)

DECRETO ESCLUSIONE
iconcina acrobatDECRETO esclusione VAS rotatoria prot20505 03 dic 2020.pdf
Inserita il 03/12/2020
Modificata il 03/12/2020
(5.81 MB)

AvvisoPubblRAPPORTOpreliminareVAS
iconcina acrobatAvviso Pubbl RAPPORTO preliminare VAS.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(0.59 MB)

Lettea Avviso Pubbl Rap Amb VAS
iconcina acrobatLett Avviso Pubbl Rap Amb VAS.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(0.6 MB)

ALL-1 VAR1 2020 RAPPORTO PRELIMINARE
iconcina acrobatALL-1 VAR 1-2020 RAPPORTO PRELIMINAR.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(9.09 MB)

ELENCO ELABORATI VAR1-2020
iconcina acrobatElenco Elaborati VAR1-2020.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(55.6 KB)

TAV-1-VAR1-2020-RELAZIONE
iconcina acrobatTAV-1 VAR1-2020 RELAZIONE.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(4.72 MB)

TAV-2-VAR1-2020-SERV-VIG-VAR
iconcina acrobatTAV-2 VAR1 2020 SERV VIG VAR.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(0.85 MB)

TAV-3-VAR1-2020-SCHEDE SERV-VIG-VAR
iconcina acrobatTAV-3 VAR1 2020 SCHEDE SERV VIG VAR.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(229.95 KB)

TAV-4-VAR1-2020-REG-VIG-VAR
iconcina acrobatTAV-4 VAR1 2020 REG VIG VAR.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(2.08 MB)

TAV-5 VAR1 2020 NTA PDR VIG-VAR
iconcina acrobatTAV-5 VAR1 2020 NTA PDR VIG-VAR.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(194.59 KB)

Atto Individuazione Soggetti verifica VAS – var Rotatoria
iconcina acrobatAtto Individuaz Soggetti verifica VAS – var Rotatoria.pdf
Inserita il 08/10/2020
Modificata il 08/10/2020
(436.88 KB)

Avviso Avvio Procedimento Var PGT
iconcina acrobatavviso Avvio Proced Var PGT.pdf
Inserita il 30/07/2020
Modificata il 30/07/2020
(316.01 KB)

Del GC 78_2020 Avvio procedimento
iconcina acrobatDel GC 78 2020 Avvio Proced.pdf
Inserita il 24/07/2020
Modificata il 24/07/2020
(416.85 KB)

Del GC 76_2020_approvazione Prot Intesa
iconcina acrobatDel GC 76 2020 approvazione Prot Intesa.pdf
Inserita il 24/07/2020
Modificata il 24/07/2020
(503.67 KB)

Schema palnivolumetrico
iconcina acrobatProt Arr 0010507 del 03-07-2020 – Schema planivolumetrico preliminare.pdf
Inserita il 24/07/2020
Modificata il 24/07/2020
(0.72 MB)

Protocollo d’intesa
iconcina acrobatProt Arr 0010507 del 03-07-2020 – Protocollo Intesa.PDF
Inserita il 24/07/2020
Modificata il 24/07/2020
(0.95 MB)

Si parlerà a lungo e si parlerà tantissimo di questa opera (anche se la sua costruzione non è imminente) perchè può potenzialmente cambiare la faccia al paese.
La costruzione non è imminente ma la scadenza per le Osservazioni è abbastanza stringente: un mese di tempo sembra tanto ma passa in un attimo. E dopo il 24 maggio 2021 sarà troppo tardi per dire qualcosa.

SABATO 3-4-2021 SU LA GAZZETTA DELL’ADDA

Pagina di Capriate San Gervasio
Settimana di Sabato 3-4-2021:

La protesta del titolare del «Dopolavoro» di Crespi per le sanzioni nella Ztl
Clienti multati: paga il ristoratore «Chiedevamo solo più comprensione»
«E’ stata una nostra svista nella comunicazione delle targhe dei clienti alla Polizia Locale: il primo errore di questo tipo in cinque annoi di attività» ha affermato il titolare Innocenti dopo l’episodio
CAPRIATE SAN GERVASIO (glz). Otto clienti multati e 350 euro di sanzioni per 6 minuti di ritardo nell’entrare nella zona Ztl di Crespi. «E’ stata una nostra svista nel primo fine settimana di chiusura anticipata, credevamo di avere una maggiore comprensione da parte dei vigili evitando di pesare sulle economie di una attività di ristoro già duramente colpita da questa pandemia». Questo lo sfogo di Fabrizio Innocenti, titolare del ristorante «Al dopolavoro» di piazza Bagnarelli a Crespi d’Adda. «I fatti risalgono allo scorso 28 febbraio ma solo ora voglio rendere pubblico il mio sfogo visto che non ho ricevuto una risposta che ritengo adeguata….

il cantiere
Via 2 giugno, Via ai lavori sulla strada
CAPRIATE SAN GERVASIO (glz). Riqualificazione in corso in via 2 Giugno. L’Amministrazione comunale ha deciso di rendere più facilmente percorribile per i pedoni la strada che si trova a pochi passi dall’istituto comprensivo Manzoni. «Stiamo realizzando un nuovo manto stradale su tutta la sede oltre alla messa in sicurezza dei pedoni con percorsi più….

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IL VENERDI DEL SANTO

Papa Giovanni Paolo II
Nel 2021 il venerdì Santo coincide con un anniversario che tutto il mondo ricorda: era il 2 aprile (del 2005) quando il Papa Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła) dopo lunga e sofferente agonia moriva, lasciando tanto rimpianto fra milioni di fedeli.
E’ solo una coincidenza, ma tanto ci basta per dedicare il pensiero di oggi a questo ricordo che ha impressionato i cattolici e i non cattolici.
Dedichiamo un pensiero anche a tutte le persone “normali” che, pur non essendo sante (o non essendolo ancora, per ora) portano con dignità la loro personale croce quotidiana. Possa la sofferenza essere sollevata da qualche forma di consolazione (che io non posso dare) che auguro a tutti di trovare.